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The Sun and The Moon , Island, 22 maggio 2007
Tracklist: Intro . Believe . This Is Not The End . Every Word Is a Knife in My Ear . Bad Sun . Time Won't Let Me Go . Tragedy Bound. Fistful of Sand . Angelina . Split Me Wide Open . Above and Below . Ocean
Il 2007 sembra essere l'anno dei grandi ed attesi ritorni.
A qualche anno di distanza dall'esplosione delle numerose band della scena cosiddetta "indie" (che cosa voglia dire al giorno d'oggi, è tuttora da definire), è giunto il momento per molte di loro di mettersi alla prova e di affrontare l'ostacolo del secondo album.
Alcuni superano con lode la sfida (vedi ad esempio i Bloc Party) altri a nostro avviso, inciampano, e non sempre si dimostrano in grado di replicare il successo del loro esordio (un esempio fra tutti, Arctic Monkeys).
E così ecco che dopo il secondo lavoro di Maximo Park, Arcade Fire,The Killers, Alex Turner e compagni, è la volta anche degli americani THE BRAVERY.
La band originaria di New York City, capitanata dal fascinoso leader Sam Endicott (giacchino in pelle, ciuffo vistoso e look aggressivo prima, capello ordinato, castigato e cardigan poi), è tornata il 22 Maggio con il nuovo lavoro intitolato "The Sun and The Moon".
Il primo album, "The Bravery", uscito nel 2005, ha ottenuto un grande successo in patria ma soprattutto in Inghilterra, dove ha raggiunto il 5° posto nella UK albums chart. Avevamo imparato a conoscerli grazie a singoli come "An Honest Mistake" e "Fearless", dove al rock si mescolava lo stile elettronico che faceva suonare il tutto come un mix tra Buzzcock e Clash mescolati con Peaches e Daft Punk. E li avevamo amati per questo.
Il nuovo album, strizza meno l'occhio allo sperimentalismo elettronico, risulta poco coraggioso, poco innovativo. Non possiamo però giudicare il nuovo lavoro come deludente, sarebbe errato ed ingiusto, non si tratta di un passo falso, ma forse ci si aspettava di più, qualcosa di nuovo e diverso che tarda ad arrivare. Tuttavia l'album risulta piacevole all'ascolto, fatto di melodie facilmenti memorizzabili. Il primo singolo estratto, "Time won't let me go" è una ballata rock, che ben rappresenta l'album, anche per quanto riguarda i testi. Infatti l'album è caratterizzato da un senso di amarezza e smarrimento, si canta dell'amore perduto, dei rimpianti, dell'incertezza. Questo timore, questo pessimismo è presente nella maggior parte dei testi. Il rimorso e il rammarico sono presenti già nel singolo, dove Sam ammette "If I could do it all again I'd go back and change everything", guardarsi alle spalle e rendersi conto che le scelte e le direzioni prese non erano quelle giuste. Ma andiamo con ordine, dopo l'intro, il primo brano è "Believe", dove si ripete "give me something to believe cause I'm living just to breathe", e viene descritta un'esistenza sconclusionata, caratterizzata dalla paura, la paura di essere una nullità. E' poi il turno di "This is not the End",che ricorda molto i Clash di London Calling, dove ancora una volta si sottolinea l'esistenza di una vita vana, senza meta, Sam Endicott si chiede cosa significhi esistere, e riflette sull'amicizia perduta. Tocca poi a "Bad Sun" che potrebbe essere un potenziale singolo di successo, melodie pop, poco impegnative, ma che fanno ballare e cantare, il testo ricco di perplessità rimane, "don't know where we belong, I think we grew under a bad sun", senza appartenenza, si ipotizza quasi una predestinazione fatale che ha imposto alla coppia protagonista della canzone, una vita "sbagliata", sbagli comuni che però li hanno uniti.
L'album termina con "The Ocean", con tanto di violini a creare un sound riflessivo,pacato, vicino allo stile dei Turin Brakes, ma più elaborato. L'immagine dell'oceano viene evocata quasi a cancellare i ricordi, ricordi di un amore, di una relazione finita, dove l'immagine dell'amato è solo un fantasma che riappare in un "oceano di aria".
Tra le 12 tracce, troviamo poi Tragedy bound, molto vicina ai Travis e ai The Fratellis, ma troviamo anche "Fistful of Sand", o "Angelina" più vicine ai The Shins o ai Franz Ferdinand.
"The sun and the moon" è nonostante tutto un album che si ascolta volentieri, si canticchia, si può ballare, non delude ma neanche sconvolge. Forse dai The Bravery ci saremmo aspettati qualcosa di più, forse siamo semplicementi diventati più esigenti, un album carino, con dei pezzi buoni e altri meno, nella media insomma, non sconvolgente ma neanche da cestinare. Parafrasando una frase da "Believe", "we need something more", o forse rivogliamo semplicemente il giacchino in pelle e la carica di un tempo.
© Lisa Z.
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